Tattoo Ladies: sempre più donne si destreggiano tra aghi ed inchiostro – Arte, tendenza o moda? Quello del tatuaggio è un mondo in rapida espansione, i cui confini, però, restano ancora poco delineati, non tanto sotto un profilo di realizzazione, quanto più dal punto di vista concettuale. Il fatto che questo cambi definizione in base alla persona interpellata la dice lunga circa l’antica pratica.

Fin dalle sue origini, il tatuaggio è stato impiegato presso moltissime culture, accompagnando l’uomo nella sua esistenza: ha potuto rappresentare e caratterizzare il singolo individuo come una sorta di carta d’identità o ha costituito un rito di passaggio (soprattutto verso l’età adulta).

Taboo o tendenza, l’inchiostro sotto pelle ha sempre dovuto affrontare sfide di carattere ideologico, soprattutto in Occidente. Nel passato la cultura giudaico-cristiana ha da prima regalato l’uso del tatuaggio e in seguito l’ha condannato alla clandestinità arricchendo inevitabilmente la sua storia di nuovi significati simbolici e valori di opposizione e negazione dell’ordine sociale. Si aggiunge a questa censura il taboo del corpo femminile! Fatta la somma si intuisce immediatamente come il rapporto tra donne e tattoo sia stato, e per certi versi sia ancora, una storia segreta di sovversione.

Il passato appartiene al passato, ma è pur sempre vero che la diffidenza e i pregiudizi nei confronti delle donne tatuate siano ancora molto attuali (basti pensare allo scarso entusiasmo che un genitore manifesta quando la figlia adolescente chiede il permesso di realizzare il primo). Il tatuaggio è e rimarrà sempre una cosa molto soggettiva, ma non penso che questo possa cambiare una ragazza. Ora per fortuna si è sdoganato il taboo del tatuaggio e i genitori che accompagnano i figli negli studi di loro spontanea volontà non sono più così inconsueti (Rita Narciso, tattoo artist freelance, Torino, Rita Narciso FB).

Secondo Margot Mifflin, autrice del libro Corpi sovversivi le donne di ogni estrazione ed epoca hanno usato la loro pelle come se questa fosse una tela sulla quale esprimere la propria personalità, la propria autoaffermazione e la propria storia, superando l’enorme taboo riguardo al corpo femminile e alla pratica di questa arte come mestiere (mestiere prevalentemente maschile). Secondo me il tatuaggio non preclude la femminilità di una donna. Assolutamente! Anzi, la arricchisce – spiega Claudia Trash (Underclass, Napoli, Claudia Trash Trash FB) in occasione di Tattoo Artists Convention di Torino – Il tatuaggio è sempre una forma di espressione, anche e soprattutto del proprio carattere, quindi, in un certo senso, è come se desse maggiore armonia al corpo. Mi immagino, ad esempio, con un bell’abito elegante e immagino a come i miei tatuaggi armonizzino e completino il vestito che indosso.

Sembra, però, che i costumi riguardo le donne ed il tatuaggio staino subendo una brusca virata. Infatti secondo l’ultima indagine dell’Istituto Superiore della Sanità, a decorarsi indelebilmente sarebbero in maggioranza le donne (il 13,8% rispetto all’11,7% degli uomini). In generale, emerge che quello italiano sia un popolo che non disdegna affatto l’arte di decorarsi permanentemente il corpo: dallo studio condotto su 8000 italiani dai 12 anni in su, risulta infatti che 13 italiani su 100 si fanno tatuare, per un totale di 7 milioni di persone. E se il primo tatuaggio viene fatto, in media, a 25 anni, i più tatuati sono uomini e donne dai 35 ai 44 anni; un milione e mezzo le persone quindi che tra i 25 e i 34 hanno almeno un tattoo. Sembra che anche il numero delle professioniste del settore sia in netto aumento… e la loro ascesa è stata determinata soprattutto da alcuni fattori fondamentali quali, ad esempio, leggerezza del tocco, abilità nell’unire colori sgargianti e tratti sottili, eliminazione dei contorni e destrezza nei generi e soggetti più delicati (Dopotutto, la mano di una donna si vedeGiulia Laureana, Tiga Tattoo Studio, Torino, Giulia Laureana FB).

L’ottava edizione di Italian Tattoo Artists Convention di Torino si è dimostrata un ottimo palco per le numerose donne tatuatrici italiane (e straniere). Sono state poco meno di 100 le artiste che hanno partecipato all’evento torinese (quasi un terzo!), dimostrando che il “tatuaggio in rosa” è in netta crescita. Dal mio punto di vista siamo sempre poche. Però ultimamente siamo di più e si organizzano anche convention solo al femminile. Forse abbiamo solo scoperto che possiamo fare anche noi questo lavoro: da quando è diventato accessibile a tutti le donne hanno finalmente capito di essere anche loro delle artiste (Madda Lena, Little Star Tattoo, Napoli, Madda Lena FB). Come sempre, l’augurio è che i risultati vengano migliorati  anno dopo anno.

I tempi cambiano, il mondo si evolve e si apre e le donne sono sempre più coinvolte in quelli che un tempo erano considerati ambiti prettamente maschili: basti pensare all’inclusione femminile nelle forze armate, o alle donne pilote di linea o alle autotrasportatrici. Insomma, le categorie lavorative non sono più ad appannaggio esclusivamente femminile o esclusivamente maschile: ognuno si cimenta in ciò in cui eccelle o in ciò che ama. Finalmente le donne stanno trovando il loro spazio nell’universo del tattoo.

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