Sadabike: la semplicità incontra l’innovazione – La mobilità sta cambiando. Nelle grandi città si assiste sempre più a quel fenomeno di smart mobility che vede il cittadino schierato in prima linea nella lotta contro lo smog. Car sharing e bus metropolitani non bastano più: qui ci vogliono le biciclette.

La storia che lega l’Italia alla bicicletta è antica e ben consolidata. A partire dal secondo dopoguerra la bicicletta ha accompagnato sia la cultura che lo sport del Bel Paese: Ladri di biciclette (1948) di Vittorio De Sica e Il sorpasso (1962) di Dino Risi sono un chiaro esempio di influenza culturale nell’arte cinematografica, ritratti di uno spaccato sociale della società italiana del boom economico. Per non parlare poi della tradizione italiana nel ciclismo agonistico: nel 1885 venne fondato il primo ente nazionale di ciclismo, la U.V.I. (Unione Velocipedistica Italiana) e nel 1909 si organizzò il primo Giro d’Italia in collaborazione con la Gazzetta dello Sport.

Secondo il 14° rapporto dell’Isfort sulla mobilità in Italia purtroppo l’utilizzo della bicicletta come mezzo di spostamento è calato da un 3,8% nel 2013 al 3,3% nel 2016. E dai sondaggi è emerso che la maggior utenza del settore delle biciclette è composto da donne, studenti e da giovani di età compresa tra i 14 e i 29 anni. La mobilità sostenibile è diventata negli anni un tema molto dibattuto negli ambienti amministrativo-pubblici, con l’obiettivo di incoraggiare i cittadini all’utilizzo di mezzi di trasporto alternativi all’auto privata. Gli spostamenti effettuati a piedi, in bicicletta o con mezzi pubblici, infatti, rappresentano modalità di trasporto sostenibile che, oltre a ridurre le emissioni di gas climalteranti, l’inquinamento acustico e la congestione, possono giocare un ruolo importante per il benessere fisico e mentale di tutti.

Comportamenti virtuosi, mobilità smart, intermodalità, eco-sostenibilità sono i valori che hanno guidato l’inventore nella ideazione e realizzazione del suo progetto. Stiamo parlando di Sadabike, il progetto sviluppato in Italia all’interno dell’Incubatore del Politecnico di Torino che trova i suoi fondamentali nel design, nello stile, nella creatività e nella qualità costruttiva tipicamente italiani. Si tratta di una bicicletta hubless pieghevole disegnata da Gianluca Sada, giovane laureato in Ingegneria dell’autoveicolo al Politecnico di Torino. L’obiettivo del progetto era quello di realizzare una bicicletta leggera, maneggevole, flessibile, ed allo stesso tempo funzionale: il limite delle biciclette pieghevoli risiede nelle dimensioni del telaio e delle ruote eccessivamente ridotte e nella stabilità in corsa del ciclista. “L’obiettivo di questo progetto è quello di avere un ciclo con dimensioni standard ed al contempo avere un ridottissimo ingombro in fase di trasporto – spiega Sada – Le ruote prive di raggi, il minimo ingombro in chiusura, il sistema di piegatura con un solo movimento, il packaging utilizzabile anche come zaino contenitore sono le innovazioni di questo elaborato”.

In un settore di mercato sempre alla ricerca di nuove soluzioni green, il progetto può aprire la strada ad un nuovo sistema di mobilità fuori dai classici schemi, ampiamente fruibile e facilmente trasportabile. Lo stile personale e l’estrema versatilità di utilizzo danno dinamicità alla tradizionale bicicletta, oggetto sempre più richiesto in un’era ecosostenibile.

Per essere innovativi non basta essere alla moda e non è necessario formulare i complicati algoritmi alla base delle app: per essere innovativi è sufficiente l’idea di rivoluzionare la sostanza di un oggetto di vita quotidiana. E una bicicletta ripiegabile e senza raggi è rivoluzionaria.

Pagina Web: http://www.sadabike.it/

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