Partono dalla Reggia di Caserta, in occasione della seconda edizione della rassegna “Un’estate da Re“, i festeggiamenti per i sessant’anni di carriera del Maestro e Premio Oscar Ennio Morricone.
Un viaggio attraverso la storia del cinema mediante composizioni diventate ormai patrimonio mondiale della musica classica. Si parte con emozioni ad alta intensità non appena Morricone sale sul palco in compagnia dell’Orchestra Roma Sinfonietta, il Coro del Teatro Verdi di Salerno e la voce solista Dulce Pontes, con il soprano Susanna Rigacci, che si mostra sul palco con un aplomb naturalmente lirico.
Morricone apre con la colonna sonora de “Gli Intoccabili”, un film del 1987 diretto da Brian De Palma e scritto da David Mamet che gli assicura nel 1988 la candidatura come Miglior Colonna Sonora assieme a: George Fenton e Jonas Gwangwa per Cry Freedom; John Williams con L’impero del sole; John Williams – Le streghe di Eastwick e L’ultimo imperatore, vincitore dell’Oscar, di Ryūichi Sakamoto, David Byrne e Cong Su.
Dopo l’elettrizzante carica di tensione de Gli Intoccabili si passa alle note struggenti di una delle scene più belle della storia del cinema: il “Tema di Deborah” del film “C’era Una Volta in America“.
Dietro i capolavori di Sergio Leone, padre dello spaghetti western non c’è solo un sodalizio professionale, ma i tratti di una storia comune che travalica più di mezzo secolo.
Morricone e Leone frequentarono insieme le scuole elementari a Roma, ma era difficile immaginare che un giorno assieme avrebbero cambiato per sempre la storia del cinema. Entrambi di Trastevere si persero di vista per diversi anni per ritrovarsi nel 1964, l’anno di Per un pugno di dollari. 
Tra questi intervalli di storia, ricordi e presente Morricone prosegue senza fermarsi con l’esecuzione della colonna sonora del film Baarìa, il capolavoro di Giuseppe Tornatore legato anche esso da un rapporto di stima e di amicizia trentennale con il grande Maestro. Il regista siciliano si dice “molto fortunato ad averlo conosciuto e per averci lavorato insieme durante quasi trent’anni. “Per me è stato un privilegio – spiega – un uomo di 87 anni che fa tutto quello che fa Ennio Morricone è proprio un’esplosione di energia costante. è un uomo che fa i concerti, che fa la musica del suo amico regista che però questa volta gli chiede una cosa diversa e gli rompe le scatole per mesi, mesi e mesi e poi lui riesce a trovare la chiave giusta. Un uomo che fa la musica per il film del grande regista americano che da anni lo corteggia, ma che non l’ha mai potuta fare e che accetta le sue condizioni perchè non può più viaggiare tanto; che continua a sperimentare, a scrivere cose che riguardano il suo amore mai abbandonato per la musica assoluta“.
Sotto gli occhi di un pubblico estasiato Morricone prosegue con l’amatissimo “Nuovo Cinema Paradiso“. Solo dopo si alza, si gira verso il pubblico e immancabilmente riceve gli applausi. Da qui prendono il via le note che hanno consacrato il western all’italiana, si parte con la sinfonia “L’uomo dell’armonica”, per proseguire con “Il Buono, il brutto, il cattivo” e “L’estasi dell’oro”.
Si chiude la prima parte del concerto e dopo una breve pausa il maestro riprende con le “musiche dell’impegno”, ovvero le sinfonie di film come “La Battaglia di Algeri”, “Indagine di un cittadino al di sopra di ogni sospetto” e l’indimenticabile “The Hateful Eight” di Quentin Tarantino, film con il quale il maestro ha ricevuto il suo primo Premio Oscar. Secondo Morricone, ma anche secondo tanti critici, la musica per cui è stato premiato non è tra le migliori scritte. Una parabola “da Oscar” che ricorda molto quella di Leonardo Di Caprio che conquista anche egli sorpreso la sua prima statuetta con The Revenant di Iñárritu, un lavoro buono, ma non di certo il migliore dell’attore.
 
E quasi mezzanotte e parte la sinfonia di Sostiene Pereira, un film del 1995 diretto da Roberto Faenza e tratto dall’omonimo romanzo di Antonio Tabucchi, l’ultimo di produzione italiana con Marcello Mastroianni. Un melodico alternarsi di emozioni che si conclude con il grande “The Mission“, film del 1986 diretto da Roland Joffé, vincitore della Palma d’oro al 39º Festival di Cannes che affronta la dolorosissima tematiche dell’eccidio degli indios del Sud America.

Davanti ad un pubblico in costante ovazione un Morricone timido, introspettivo, dall’allure indimenticabile. A rendere speciale l’esibizione il favoloso contesto del Cortile della Reggia di Caserta e la compagnia di amici appassionati. Nuovo appuntamento domani 13 luglio, giorno in cui Morricone riceverà la cittadinanza onoraria dal sindaco di Caserta Carlo Marino.

Le info su “Un’estate da Re”: www.unestatedare.it

Visitare la Reggia di Caserta: www.reggiadicaserta.beniculturali.it

Commenti dalla Rete

Pin It on Pinterest