La diffusione della cultura nelle antiche civiltà del Mediterraneo. Il Museo Egizio di Torino insieme a quelli di Napoli e di molte altre città collaborano per una mostra temporanea che sarà ospitata prima nella città piemontese, poi in quella partenopea.

nilopompei

Un’esempio virtuoso di strutture pubbliche che sviluppano al proprio interno percorsi e racconti espositivi, che collaborano tra loro, che mettono a frutto competenze straordinarie spesso tenute a impolverarsi negli uffici per comprare mostre “all inclusive” prodotte da altri.

Quindi la notizia qual è? Che la mostra getta uno sguardo nuovo sulla fine della cività egizia? Che gli egizi non sono scomparsi, dissolti da Alessandro Magno prima e dai Romani poi, ma si sono mescolati, fondendosi e intrecciandosi con le culture successive alla loro modulandone gli stilemi e l’iconografia?

Certo che sì. Ma la vera notizia è che tantissime istituzioni (20 musei italiani e stranieri) hanno collaborato alla produzione di cultura in Italia. Un’iniziativa completamente pubblica, che ha visto protagoniste le professionalità interne dei musei, che ha valorizzato il personale, che ha funto da esempio per tutto quello che succederà nei musei pubblici italiani.

Il Museo Egizio di Torino, con questa mostra temporanea che sarà ospitata prima nella capitale piemontese e poi nella città di Napoli, ha dato un grande esempio a tutti. Le risorse ci sono, sono interne e immediatamente valorizzabili. Basta gestirle meglio.

Ma veniamo alla mostra.

Il Museo Egizio di Torino presenta “Dall’Egitto faraonico all’Italia Romana”: un viaggio che ha come sfondo il Mediterraneo e come protagonisti oggetti e immagini che dalle rive del Nilo hanno toccato nuove terre, incontrato culture diverse e sono giunti sino a noi.
Partendo da Alessandria d’Egitto, passando dalla greca Delo e approdando a Pozzuoli in Campania seguiamo l’evoluzione di culti e motivi iconografici egizi. Il percorso espositivo si sofferma in particolare sui siti campani di Pozzuoli, Cuma e Benevento, con un approfondimento su Pompei e Ercolano.

Quanto la cultura egizia ha influenzato l’Italia del periodo romano? Quali sono stati i risultati di questa contaminazione in ambito artistico e quali effetti ha avuto sulla vita quotidiana a partire dall’epoca ellenistica fino alla Roma imperiale? La mostra presenta opere di straordinaria bellezza, per la prima volta esposte a Torino, come gli affreschi del tempio di Iside a Pompei o della Casa del Bracciale d’Oro, oltre 300 reperti provenienti da 20 musei italiani e stranieri. Un percorso di grande fascino che attraverso pitture, sculture e vasellame mostrerà la grande influenza dell’Egitto tra le civiltà del Mediterraneo.

Il Percorso

L’obiettivo del percorso strutturato nella mostra è raccontare l’incontro tra culture diverse, ma intimamente e storicamente legate. È un dialogo tra reperti egiziani di epoca faraonica e quelle opere di età ellenistico-repubblicana e imperiale che ne hanno accolto e riletto l’iconografia.

Per saperne di più e scoprire gli orari, basta visitare http://www.museoegizio.it/nilo-pompei/

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Gianluca Orrù è scrittore, giornalista, produttore televisivo. Presidente di Tekla Television, fondata nel 2008, è alla quotidiana ricerca di belle storie da raccontare. Si appassiona di qualsiasi cosa abbia un minimo contenuto tecnologico, artistico, enogastronomico. Tifa per il Made in Italy e gli piacciono le cose difficili.

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