Intervistare Paola Casagrande, a capo della Direzione Promozione della Cultura, del Turismo e dello Sport della Regione Piemonte, si trasforma da subito in una piacevolissima chiacchierata a ruota libera su temi cari a ogni Donna Alfa: autonomia, indipendenza, sensibilità, attitudine a cambiare e capacità di reinventarsi.

Scheda personale

Canzone preferita: “La cura” di Franco Battiato.

Tre cose che odi: la falsità nelle persone, il freddo, l’inattività.

Tre cose che ami: i viaggi, i libri, la natura.

Femminilità vuol dire… comprensione, sensibilità e attenzione all’altro.

Chi è per te una Donna Alfa? Una donna intelligente, determinata e in ogni caso sensibile.

Hai una figura femminile di riferimento? La donna che durante l’infanzia mi ha tenuto spesso con sé e che chiamavo nonna, benché non lo fosse: una persona di mentalità aperta e dalla grandissima cultura, che mi ha positivamente influenzato.

Le tre cose più importanti nella tua vita? Il lavoro, la famiglia e l’amicizia.

Tra i 52 luoghi che il New York Times consiglia di visitare nel 2016, Torino è indicata come unica meta italiana, punto di partenza ideale per le terre dei vini, recentemente inserite nel Patrimonio Unesco. Paola, da direttore dell’area Promozione del Turismo, della Cultura e dello Sport della Regione Piemonte, come hai accolto la notizia? Con grande soddisfazione! E non c’è solo il NYT, anche Lonely Planet ha recentemente inserito il Piemonte al sesto posto tra le mete più interessanti. Riconoscimenti importanti che premiano anni di lavoro intenso e che sono uno sprone per il futuro.

 Come è iniziata la tua carriera? Ho iniziato trentatre anni fa come stenodattilografa al Comune di Torino, occupandomi da subito di tributi, prima per il Comune, in seguito per la Divisione Accertamento e Verifiche Fiscali della Direzione Regionale delle Entrate per il Piemonte, dopo aver vinto un concorso al Ministero delle Finanze.

A fine anni ’90 sono passata ad occuparmi di gestione del bilanco al Dipartimento Viabilità della Provincia di Torino. E’ in quel ruolo che sono entrata per la prima volta in contatto con il mondo dei Patti Territoriali. In quel periodo chiesi di partecipare ad un master in europrogettazione dell’Università degli Studi di Venezia. Esperienza che mi ha consentito di passare al Servizio Programmazione Progetti Europei e, successivamente, al Servizio Attività turistiche e sportive, con l’incarico di gestire le procedure attinenti l’attivazione di progetti europei e fondi strutturali. Trascorsi alcuni anni, nel 2004 ho deciso nuovamente di cambiare e, vinto il concorso, sono diventata Dirigente dei Servizi Finanziari al Comune di Nichelino. A fine 2005, alla vigilia delle Olimpiadi Invernali, sono infine approdata in Regione come Dirigente nel settore del turismo e degli eventi sportivi. Dal 2010 al 2014 sono stata promossa Direttore della Direzione Istruzione, Formazione e Professionale e Lavoro e, oggi, rivesto quella stessa qualifica, ma a capo della Direzione Turismo, Cultura e Sport.

Una carriera durante la quale ti sei occupata di fondi europei, di politiche di sviluppo locale, di bilanci… come si fa ad acquisire la capacità di lavorare su più livelli? Con la voglia di cambiare e studiando. E pensare che, con alle spalle un esame di maturità molto sofferto, dopo il diploma avevo deciso di non proseguire gli studi e di iniziare subito a lavorare. Invece ho poi preso due lauree, una in Economia e Commercio e l’altra in Scienze Politiche.

Qual è la sfida più appassionante affrontata nella tua carriera? Ogni giorno presenta nuove sfide, ma sicuramente il momento più sfidante che ho affrontato è stato quando mi è stato dato l’incarico di “autorità di gestione del fondo sociale europeo”. La gestione dei fondi comunitari richiede competenze ed attenzione. Ma si impara tantissimo ed ho avuto grandi soddisfazioni.

E quella che verrà? Far crescere il comparto turismo, cultura e sport cercando di fare sempre meglio. Soprattutto in questo momento storico, durante il quale il turismo è forse l’unico settore dell’economia che continua a crescere. Dobbiamo fare continuamente i conti con risorse sempre più scarse ma è uno stimolo per implementare sinergie con i privati. Inoltre, stiamo lavorando con grande attenzione sulla normativa: nel 2015 è stata riscritta la legge relativa agli agriturismi e agli alberghi, mentre sta iniziando l’iter legislativo per la normativa sull’extra-alberghiero.

Dal punto di vista personale, invece, vorrei dedicare più tempo a me stessa, praticando sport con maggior costanza, e realizzare un sogno che coltivo in segreto fin da bambina… imparare a suonare il pianoforte.

Cultura e turismo: quale ruolo possono ritagliarsi le donne in questo settore? Penso che le donne possano fare tutto – alcune cose addirittura meglio! – ed il settore turistico non fa eccezione. La sensibilità femminile e l’innata capacità di prenderci cura, con grazia, degli altri, rendono le donne maestre nell’arte dell’accoglienza. Senza contare che le donne hanno una marcia in più nel rendere attrattivo tutto ciò che fanno, e questo è particolarmente importante oggi, dove a risultare vincenti sono spesso le proposte turistiche non standardizzate che mettono al centro il turista, regalandogli emozioni ed esperienze. In questo senso, è fondamentale sviluppare la creatività e come Regione stiamo lavorando per aiutare le idee creative a trasformarsi in vere imprese. Il sito www.facciamoculturismo.it, dedicato agli operatori del settore o a chi ha un’idea. È una vetrina dove venire a conoscenza delle opportunità di aiuto e sostegno esistenti e dove stiamo predisponendo una sezione dedicata alle best practices.

Cosa ne pensi delle nuove forme di sharing economy in campo turistico, come ad esempio air b’n’b? Sono esperienze interessanti, perché aumentano l’afflusso di turisti, ma non devono tradursi in concorrenza sleale. Ecco perché occorre mettere qualche paletto per tutelare l’impegno di chi lavora rispettando le regole.

Un’area del Piemonte su cui puntare per il futuro? Scegliere è difficile, ma mi piacerebbe vedere valorizzata l’area dei laghi, meravigliosa ma che deve rinnovarsi per essere al passo con i tempi ed attrarre un pubblico giovane. L’Astigiano. E poi i comuni del paesaggio vitivinicolo Unesco, soprattutto Roero e Monferrato, meno celebri delle Langhe ma altrettanto belli.

Come ti vedi tra dieci anni? Al pianoforte…e, dopo tanto tempo ad occuparmi di turismo, finalmente in viaggio!

Intervista di Marina Maffei

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